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Numero 16 - Il '68. Desiderio e sogno incompiuto

Non è più il tempo di commemorare o celebrare il ‘68.
A 50 anni di distanza questa “cesura” socioculturale del XX secolo va interrogata criticamente per coglierne gli aspetti positivi che ci stimolano ancor oggi e le criticità che ha lasciato in eredità all’intero Occidente.
E’ quanto prova a fare il numero 16 di Lineatempo dedicato a Il 68 Desiderio e sogno incompiuto.

Da una parte infatti il ’68 segna la riscoperta del protagonismo dell’io, del desiderio di “liberazione” e di volere “tutto”, ovvero di dare significato ad ogni cosa, perché senza significato non si può vivere anche se c’è la pace e il benessere; dall’altra parte formula un sogno di eliminazione della contraddizione della realtà che si rivela incompiuto perché irrealizzabile sia politicamente sia individualisticamente.
A questa strutturale ambivalenza sono dedicati i contributi che esaminano le diverse sfaccettature di un fenomeno tanto affascinante quanto camaleontico.

I principali contributi sono:
Dal desiderio all'ideologia di Mariano Vezzali
Il 68 alla ricerca dell'uomo nuovo di Giuseppe Emmolo
Il 68 e la trasformazione dei modelli educativi e familiari di Salvatore Abbruzzese
Dal Concilio al 68: Paolo VI e la tradizione come testimonianza di Amedeo Costabile
Pasolini e il 68 negli scritti de "Il caos" di Simone Invernizzi
I giovani e la letteratura: nel 68 non c'è feeling di Giampaolo Pignatari
"Mi rivolto, quindi siamo". La musica e il 1968 di Pietro Toffoletto
"Vogliamo tutto". La lunga strada verso il Sessantotto di Francesco Tanzilli

Segnaliamo inoltre il Percorso che introduce alla comprensione dell’itinerario spirituale e culturale di san Paolo VI.

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