LineaTempo Nuova Serie

Numero 18 (giugno 2019) - Scrivere, leggere, comunicare: cosa rimane della letteratura del '900?

Nelle scuole si affaccia con prepotenza il nuovo: la digitalizzazione, i videogiochi, la graphic novel e le serie TV, che permeano ormai la quotidianità dei giovani come degli adulti in modo invasivo. Tutto questo porta a una diversa modalità di concepire il presente e la storia passata.

Insegnare letteratura italiana del Novecento senza tener conto del nuovo non è più possibile.

A partire da queste considerazioni è nato il n. 18 di "LineaTempo", col dossier Scrivere, leggere, comunicare: cosa rimane della letteratura del '900?

Il dossier non ha l’ambizione di proporre la “soluzione” a tutte queste problematiche, ma un modello con precise linee di sviluppo. C’è infatti la convinzione che il dialogo con il presente non debba essere procrastinato nel tempo, ma per evitare la banalità di avventurismi didattici e il pericolo di farsi irretire dalle sirene tecnologiche è fondamentale mantenere vivo il legame con la memoria del passato.

Per questo l’indice del dossier si articola su molti versanti:
Appunti per una didattica del Novecento di Giampaolo Pignatari
Il volto buono del padre. Rileggendo alcune pagine letterarie del Novecento di Giuseppe Botturi
Gli occhi dentro il tormento: incursioni nel romanzo del Novecento di Valerio Capasa
La Grande Guerra: i poeti tra disillusione ed attesa di redenzione di Giovanni Fighera
I dialetti nel Novecento letterario italiano: un’esperienza didattica di Michele Caprioli
Raccontare storie al tempo delle serie TV di Simone Invernizzi
Videogiochi, letteratura ed educazione oggi di Francesco Toniolo

Si segnalano inoltre nei Percorsi l’invito a (ri)leggere l’attualità di Finkielkraut, nei Segmenti le acute riflessioni sulla letteratura giuliano-dalmata e le note sulla repressione nella RSI, e nelle Recensioni le presentazioni di una nuova biografia di Scola e della serie a fumetti dedicata al ’68, Cani sciolti.

Leggi il numero su Il Sussidiario

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