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Numero 13 - A 100 anni dalla Rivoluzione russa

Questo numero è dedicato in gran parte al tema “A 100 anni dalla Rivoluzione russa”.

La Rivoluzione è ancor oggi oggetto di dibattito e interpretazioni divergenti (poteva andare in un altro modo? Il progetto bolscevico è un’utopia o un’ideologia? Il regime è totalitario fin dall’inizio?) ma su un punto sono tutti d’accordo: costituisce un evento epocale per tutto il XX secolo.

Per questo dapprima abbiamo dedicato alcuni interventi a delineare le possibilità alternative del 1917 rispetto al suo esito totalitario (Semprini) e l’originalità della Rivoluzione in confronto alle grandi rivoluzioni politiche occidentali della modernità (Vezzali).

Poi abbiamo voluto riflettere sul senso di un evento epocale per mostrare la complessità dei fattori che hanno condotto alla svolta radicalmente rivoluzionaria dell’Ottobre.

Di fronte al decadimento di istituzioni secolari quali la Chiesa e lo Stato zarista, che hanno messo in questione il rapporto del popolo russo con la realtà, è l’azione umana più decisa e capace di manipolare la realtà che si afferma (Dell’Asta) nonostante il tentativo di un gruppo di pensatori religiosi di riscoprire le virtualità umanistiche della tradizione (Rizzo).

Rimane il grido profetico di un pensatore come Berdjaev che già nel dicembre 1917 intravede nel successo bolscevico invece dell’alba di un mondo nuovo l’inizio di un’epoca di nichilismo antropologico (un articolo di Berdjaev e l’analisi di Panzone).

Nelle altre sezioni, oltre ad articoli dedicati ad aspetti specifici della Rivoluzione e del suo immaginario, segnaliamo una riflessione non convenzionale su educazione e terrorismo (Emmolo) e una presentazione dell’ultimo libro di Ratzinger (Bartolini).

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