Primo Piano



Il bacio di Klimt dedicato agli innamorati

Giulia Sponza




Non è per nulla immediata la messa a fuoco di questo dipinto che porta la firma di Gustav Klimt. Divenuto icona del nostro tempo, Il bacio riesce tuttavia a catturarci grazie al gioco irresistibile di forme e di colori che avviluppano, in una preziosa colata di oro fuso, le sagome dei due protagonisti colte nell'impeto di un dolcissimo amplesso. Occorre quindi inoltrarsi con sguardo attento per riuscire a penetrare uno ad uno i dettagli dell'opera: solo così sarà possibile coglierne globalmente la struttura e percepirne tutta la complessità.

L'esile e amoroso profilo della donna - rappresentata in ginocchio - aderisce totalmente alla virile imponenza della figura maschile la cui presa vigorosa rivela i tratti di una irruenta passione: paiono animarsi le fragili membra femminili, fino a vibrare sotto il cangiante tessuto dell'abito, impreziosito qua e là da certi variopinti medaglioni simili ad antiche murrine, opera di maestri vetrai della Serenissima; contrasta, la loro circolare fattura, con le rigide geometrie del mantello che sontuosamente avvolge il partner maschile: i neri tasselli di questo mosaico bizantino infiammano quel solido grumo d'oro che ingombra - omogenea macchia di luce - gran parte della tela.

Ma dove poggia questa insolita coppia che pare piovuta da una fiaba orientale delle Mille e una notte? Scivola lo sguardo sull'inclinato tappeto floreale che la ospita, mentre serrata, consuma teneramente i suoi gesti d'amore. Che importa se i piedi nudi di lei, graziosamente puntati sulla morbida variopinta frescura di fiori e foglie, risultano - almeno all'apparenza - esposti sul ciglio di una voragine? Klimt non sembra interessarsene; invita piuttosto chi guarda a immergersi nel gioco amoroso ed a fissare la donna mentre, aggrappata con bramosia al collo dell'amante, si abbandona immemore alla vertigine del piacere. E di tale piacere parla questo volto dall'incarnato niveo e dai tratti misurati e composti. L'espressione sognante che vi si dipinge, segnala il gusto appagato e soddisfatto di una raggiunta reciprocità dove nulla sembra turbare l'istante misterioso e impossibile dell'amore come qualcosa di donato e insieme accolto senza merito alcuno.

Con fitte spatolate d'oro brunito, Klimt regala al gesto intimo e glorioso di questi due amanti, la cornice perfetta del suo compimento. Nessuna sbavatura, nessun compiacimento, nessuna stucchevole leziosità. Un inno piuttosto all'amore: diamante purissimo cui Dio ha voluto legare l'esplosione, possibile, della vita.



*scritto in occasione del matrimonio di Patrizia e Alessandro



(Primo Piano - 14.02.2021)