Le vostre risposte


Giuseppe Arena

Docente di Economia aziendale IIS Ragioneria Nicola, Sesto San Giovanni (MI)


I domanda

Pensi che l’avvento forzato dell’insegnamento a distanza di questo periodo costituisca un’autentica rivoluzione scolastica?

No, non la trovo una rivoluzione positiva, è un segno dei tempi, una necessità, un ripiego. Se non ci fosse come faremmo?, L’alternativa è il nulla o forse tornare ai piccioni viaggiatori per trasmettere le notizie considerato che viviamo tutti in città/paesi diversi e a volte lontani tra di loro. Ben venga la tecnologia se è un valido aiuto alla crescita e allo sviluppo delle conoscenze.


II domanda


Cosa è cambiato ora per te nella relazione docente-studente-disciplina d’insegnamento?

Tanto, il rapporto visivo/lontano non può cambiare il rapporto umano/vicino. Mi sento più un propinatore di nozioni che un “trasmettitore” di emozioni. Non posso esagerare nei toni, dire cavolate a raffica. Ho perso il “palcoscenico”, gli spettatori, mi sento un bravo e diligente burocrate “tipico” di un regime totalitario di orwelliana memoria.



III domanda


Come riesci in questo contesto a realizzare l’obiettivo fondamentale dell’insegnamento: far fiorire l’io dell’alunno in rapporto alla realtà, alla cultura e al significato della vita?

Non ho una risposta a questa domanda, forse non c’è.

Diventa difficile trasmettere le proprie emozioni e sensazioni. Si vive dei ricordi di quando ci si vedeva perché per un periodo ci si è conosciuti, ma immagina se hai una classe nuova.

La crescita umana perde molto.



IV domanda

In questa nuova situazione cosa hai maturato come autocoscienza rispetto a ciò che è essenziale della scuola “tradizionale” e a quel che diventa acquisizione irrinunciabile in seguito all’esperienza della didattica a distanza?

La relazione diretta, il senso di dare qualcosa di tuo ai ragazzi, il dialogo, lo sguardo, a volte complice a volte no. Manca tanto, forse tutto, manca “l’anima all’insegnamento”.



V domanda

Cosa ti ha sorpreso esistenzialmente di questa esperienza?

Che il rapporto tra persone non può essere sostituito dal rapporto che si ha attraverso uno schermo. Va bene una riunione, un convegno, un Cda di un’azienda, ma la scuola è cosa molto, molto diversa da tutto ciò.

Ho notato maggiore discrezione nei ragazzi, sensibilità maggiore e diversa, dovuta anche a un maggiore fragilità dovuta agli eventi.