Le vostre risposte


Maria Elisabetta Catenacci

Docente di inglese della scuola secondaria di primo grado IC Emanuele Filiberto di Savoia, Casorate Primo (PV)


I domanda

Pensi che l’avvento forzato dell’insegnamento a distanza di questo periodo costituisca un’autentica rivoluzione scolastica?

Rappresenta una rivoluzione scolastica sicuramente in paesi come il nostro dove le distanze consentono agli alunni di recarsi fisicamente a scuola. Non lo sono certo per paesi come l’Australia dove gli alunni sono soliti seguire lezioni a distanza.


II domanda


Cosa è cambiato ora per te nella relazione docente-studente-disciplina d’insegnamento?

La relazione non è cambiata, ma solo dilatata. I miei studenti possono chiedermi aiuto sia al mattino, durante le video lezioni, sia al pomeriggio attraverso classroom.



III domanda


Come riesci in questo contesto a realizzare l’obiettivo fondamentale dell’insegnamento: far fiorire l’io dell’alunno in rapporto alla realtà, alla cultura e al significato della vita?

Come non mai in questi giorni gli alunni sono crudelmente testimoni della realtà che ci circonda, il nostro compito è di far sentire la nostra vicinanza intellettuale ed emotiva ancora più del solito.



IV domanda

In questa nuova situazione cosa hai maturato come autocoscienza rispetto a ciò che è essenziale della scuola “tradizionale” e a quel che diventa acquisizione irrinunciabile in seguito all’esperienza della didattica a distanza?

È essenziale la presenza dell’adulto/insegnante, della relazione, del conforto, del confronto.

Irrinunciabile potrebbe essere l’uso della piattaforma per raggiungere anche gli studenti che si assentano dalle lezioni durante l’anno.



V domanda

Cosa ti ha sorpreso esistenzialmente di questa esperienza?

La voglia dei miei studenti di non fare ‘vacanza’, ma di continuare il percorso iniziato insieme.