Le vostre risposte


Anna Rita Cavallini

Docente di francese della scuola secondaria di primo grado IC Emanuele Filiberto di Savoia, Casorate Primo (PV)


I domanda

Pensi che l’avvento forzato dell’insegnamento a distanza di questo periodo costituisca un’autentica rivoluzione scolastica?

No, penso che l’insegnamento a distanza sia un arricchimento di ciò che già esiste, un’altra possibilità di far del lavoro con i ragazzi oltre a quella in presenza; penso che siano da attuare entrambe le modalità e che l’insegnamento on line possa migliorare quello in presenza diventando occasione per recupero a piccoli gruppi. di studio guidato, si richiesta di ulteriore spiegazione, insomma un modo per entrare in contatto da casa con un insegnante che aiuta nello studio i propri allievi, naturalmente in un contesto di programmazione a livello collegiale. Questa situazione ha dato occasione agli insegnanti poco abili nel gestire strumenti informatici di impratichirsi, una ricchezza di conoscenze da usare in futuro, sempre migliorando la conoscenza tecnica individuale.


II domanda


Cosa è cambiato ora per te nella relazione docente-studente-disciplina d’insegnamento?

Si è aggiunta la sorpresa da parte mia: io mi sorprendo che i ragazzi siano collegati, che seguano la lezione, che chiedano e che rispondano con il sorriso. Mi sorprendo delle capacità di molti di usare la tecnologia, di aver imparato più in fretta di me a gestire i mezzi informatici. Mi sorprendo anche della mia disponibilità ad aiutare chi dimostra invece difficoltà ma chiede aiuto, per la volontà di non lasciare indietro nessuno e la consapevolezza che questa occasione non debba essere persa da nessuno. Non è cambiato il metodo di coinvolgimento degli alunni nello svolgimento della lezione, ho però selezionato gli argomenti da trattare per rispetto dei tempi di collegamento.



III domanda


Come riesci in questo contesto a realizzare l’obiettivo fondamentale dell’insegnamento: far fiorire l’io dell’alunno in rapporto alla realtà, alla cultura e al significato della vita?

Cerco di far sempre riferimento al momento che stiamo vivendo sia come occasione di approfondimento della materia (insegno il francese) sia chiedendo ai ragazzi di lavorare in modo personale e con senso di responsabilità, restituendo i lavori in tempo e rispondendo con il loro impegno costante.

Gli alunni lavorano, si attivano, cercano di aiutare chi ha difficoltà, si mettono in rete gli uni con gli altri e chiedono la restituzione del loro impegno, sanno che il loro impegno ha valore e che l’essere chiamati alla lezione è un contributo importante alla loro crescita. Fra l’altro a loro non dispiace usare queste modalità che non hanno mai potuto sfruttare così bene. Alcuni diventano portatori di sapere a loro volta, di sapere informatico e anche questo aspetto diventa ricchezza per la loro vita.



IV domanda

In questa nuova situazione cosa hai maturato come autocoscienza rispetto a ciò che è essenziale della scuola “tradizionale” e a quel che diventa acquisizione irrinunciabile in seguito all’esperienza della didattica a distanza?

Autocoscienza dei miei limiti, dei miei sbagli che paleso più facilmente a distanza, ma anche senso di responsabilità che mi fa testardamente continuare superando le difficoltà .Entusiasmo nel diventare più sicura dei mezzi tecnici che permettono alla lezione di essere fruibile ;gestione delle emozioni più facile nella modalità a distanza.



V domanda

Cosa ti ha sorpreso esistenzialmente di questa esperienza?

Mi sono accorta che alle classi mancava la presenza dei loro insegnanti: quando apro la classe in anticipo, alcuni sono già presenti, vogliono chiederti coma va, vogliono vedere una persona che fa del lavoro con loro. Il contatto anche con uno schermo è pur sempre un contatto, senza il quale la relazione non può avvenire.



VI domanda

C'è una riflessione o un evento significativo che vuoi condividere con gli amici/lettori di LineaTempo?

Sì, siamo entrati nelle case, le famiglie hanno partecipato attivamente alla riuscita della lezione, vuoi aiutando il figlio vuoi ascoltando ciò che avviene. La scuola è entrata nelle case, tutti siamo stati giudicati e anche amabilmente aiutati in qualche occasione. Voglio pensare che questo sia stato occasione di avvicinamento da parte delle famiglia al mondo dei propri figli; so che questo periodo è vissuto in modo faticoso dalle famiglie, ma come risvolto emotivo, lasciate da parte le ansie e le difficoltà , noi ci siamo mostrati nel nostro valore e nella nostra umanità.