Le vostre risposte


Antonella Chiesa

Docente dell'’IC Emanuele Filiberto di Savoia, Casorate Primo (PV)


I domanda

Pensi che l’avvento forzato dell’insegnamento a distanza di questo periodo costituisca un’autentica rivoluzione scolastica?

Penso che continuare a fare didattica dopo essere stati disorientati e anche impreparati sulla gestione generale durante questo cambiamento forzato non possa costituire una rivoluzione scolastica; ma pone in evidenza quanto è fondamentale la presenza e il contatto umano con gli alunni.


II domanda


Cosa è cambiato ora per te nella relazione docente-studente-disciplina d’insegnamento?

Cercare di accompagnare i bambini in questo insolito percorso ha suscitato in me un'occasione di crescita e di altre opportunità, modificando e modellando l'insegnamento a cui ero abituata.



III domanda


(per i dirigenti)

Come riesci in questo contesto a realizzare l’obiettivo fondamentale della scuola: far fiorire l’io dei docenti e degli alunni in rapporto alla realtà, alla cultura e al significato della vita?

In questa rivoluzione lampo occorre costruire una nuova routine e reinventarsi nel giro di poche settimane, sperando di lasciare traccia nell'alunno.



IV domanda

In questa nuova situazione cosa hai maturato come autocoscienza rispetto a ciò che è essenziale della scuola “tradizionale” e a quel che diventa acquisizione irrinunciabile in seguito all’esperienza della didattica a distanza?

Per me risulta importante la relazione, momenti reali e non virtuali, il confronto diretto e la corporeità.

Pertanto non solo proseguire il programma educativo ma il processo evolutivo del bambino, vedere i luoghi assaporare gli spazi e giocare insieme.



V domanda

Cosa ti ha sorpreso esistenzialmente di questa esperienza?

Questo evento ha portato in evidenza quanto sia importante il contatto umano, ha rafforzato l'amicizia e la solidarietà con alcune colleghe, ma l'assenza di interazioni dirette fra adulti e bambini lascia un vuoto da colmare al più presto.