Le vostre risposte


Rosaria Di Gaetano

Docente dell'IC "A. Lanfranchi", Sorisole (BG)


I domanda

Pensi che l’avvento forzato dell’insegnamento a distanza di questo periodo costituisca un’autentica rivoluzione scolastica?

Sì, come focalizzazione amplificata a 360 gradi degli scenari di apprendimento da proporre ai nostri ragazzi. Per il resto, la questione è altamente discutibile.


II domanda


Cosa è cambiato ora per te nella relazione docente-studente-disciplina d’insegnamento?

La relazione educativa richiede una capillarità di sguardo e di intervento talora impossibile, che sprigiona tutta l’impotenza e la fatica del docente. La DaD può offrire solo una catena di spunti in chiave sintetica da rielaborare da soli: chi è più debole tende a nascondersi. Viceversa e paradossalmente, assisto anche a miracoli di coinvolgimento inedito, che origina competenze nuove in alcuni alunni, mai registrate prima.



III domanda


Come riesci in questo contesto a realizzare l’obiettivo fondamentale dell’insegnamento: far fiorire l’io dell’alunno in rapporto alla realtà, alla cultura e al significato della vita?

Sto attenta ad offrire contenuti che intercettino il sé, qualitativamente alti (continuazione lettura integrale della lettura dell’Odissea), la lettura di Dante e di Boccaccio per catturare la motivazione e innalzare la valorizzazione dei singoli anche mediante la pubblicazione su Repubblica Web Studenti e sul Blog d’istituto creato per tale emergenza. Sto rischiando l’offerta di un ventaglio di possibilità di affronto della scrittura mediante ore di attualità, discussioni a tutto campo, formulazione di un settimanale, con la proposta di progetti creativi, manuali, tour virtuali, con l’assegnazione di compiti differenziati obbligatori e facoltativi. ‘esperienza di essere lontani, ha annullato ogni tipo di separazione. Siamo lontani, ma non separati. Noto un’attenzione al mondo vicino e lontano da parte dei ragazzi, prima sconosciuta o mascherata.



IV domanda

In questa nuova situazione cosa hai maturato come autocoscienza rispetto a ciò che è essenziale della scuola “tradizionale” e a quel che diventa acquisizione irrinunciabile in seguito all’esperienza della didattica a distanza?

Il rapporto io-tu è irrinunciabile e ineludibile. La didattica in presenza veicola i saperi attraverso l’intera corporeità del docente nella direzione del senso, del significato delle cose, della realtà totale. L’educazione passa attraverso il proprio essere. Proporre sé, è vivere.



V domanda

Cosa ti ha sorpreso esistenzialmente di questa esperienza?

La mia flessibilità in termini di traguardi di apprendimento, il raggiungimento di alcune competenze generato dal bisogno estremo di voler raggiungere i miei ragazzi e di sentire l’azione educativa e formativa come qualcosa che mi trascende e mi rende a mia volta, allieva.



VI domanda

C'è una riflessione o un evento significativo che vuoi condividere con gli amici/lettori di LineaTempo?

Il pianto di un ragazzo rumeno, poco presente alle videolezioni per svantaggio socio-culturale e per la malattia del padre ricoverato per Covid 2019 da una cinquantina di giorni, ha rappresentato un’opportunità grande per comprendere cosa significhi essere protagonisti della storia. L’ appello in corso si è trasformato nella proposta da parte di tutti i ragazzi della prima classe, di scrivere un articolo su Repubblica Web Studenti dal titolo “ La STORIA siamo NOI” il 2 aprile scorso, a cui hanno partecipato con i loro contributi i ragazzi solitamente più silenziosi e al margine della vita di classe.