Le vostre risposte


Giacomo Di Iorio

Docente di fisica all'Istituto Tecnico Feltrinelli, Milano


I domanda

Pensi che l’avvento forzato dell’insegnamento a distanza di questo periodo costituisca un’autentica rivoluzione scolastica?

La didattica a distanza è una realtà. Poi si può discutere sulle modalità.

L'emergenza diventa un'opportunità per evidenziare criticità preesistenti e promettenti mutamenti, ma parlare di positiva rivoluzione richiede tempo e analisis degli effetti.

Quanto più si potrae questa emergenza, tanto più i cambiamenti saranno profondi e potranno accelerare l'innovazione digitale nella scuola , se opportunamente governati.

Se con rivoluzione si vuole indicare "una trasformazione di lungo periodo, ... che ha come effetto di produrre il passaggio da un tipo di orientamento od organizzazione della cultura, della mentalità, dei costumi, dei rapporti sociali ed economici, della tecnologia ecc. a un altro"(Treccani) allora parlerei di rivoluzione solo davanti a modificazioni di contenuti, metodologie d'insegnamento e di valutazione. E questo, in questa prima fase, sta avvenendo solo su piccola scala. Certo, non mancano indicazioni come Agenda Digitale Europea(?), l'Agenda 2030 , il PNSD e la disciplina Cittadinanza digitale nelle scuole, per ultimo, che spingono in questa direzione.


II domanda


Cosa è cambiato ora per te nella relazione docente-studente-disciplina d’insegnamento?

La relazione educativa preesistente si conserva, tuttavia vengono meno aspetti di prossemica e di feedback immediato non completamente riproducibili in una relazione di insegnamento - apprendimento di una determinata disciplina. La disciplina, nella misura in cui riesce ad appassionarmi, rimane un forte collante della relazione, tanto più se posso anche avvalermi di strumenti digitali per il lavoro autonomo degli studenti. Ovviamente, vengono meno quegli aspetti di controllo tanto importanti nella fase di valutazione. Per questo motivo, la responsabilità e la maturità dello studente sono imprescindibili. Ho bisogno di segmentare la lezione e devo ridurre le aspettative senza sacrificare troppo la complessità. Per quanto possibile presto molta più attenzione a tutti gli aspetti della lezione, quali brevi mie domande, precisazioni, contributi e interventi degli studenti per la valutazione formativa. Il confronto a distanza, in alcuni casi, facilita lo studente più timido. Mi aspetterei che lo studente, soprattutto delle Superiori, sapesse studiare a casa con una certa autonomia, che sapesse attingere non da una sola ma da più fonti, documentando e argomentando. Adesso lo studente dev'essere più attivo nel processo di apprendimento tra pari, perché non c'è solo l'online. Educarsi al rispetto di spazi ed orari anche online, non invasi dal proprio quotidiano familiare, oltre alla correttezza ed onestà nelle consegne, credo faccia parte di una piena educazione alla cittadinanza. Invece, per alunni più piccoli ruoli e funzioni dei genitori cambiano drasticamente. Ovviamente, il venir meno della presenza fisica e la necessità di mantenere coinvolti tutti gli studenti, rende la lezione a distanza altrettanto faticosa.



III domanda


Come riesci in questo contesto a realizzare l’obiettivo fondamentale dell’insegnamento: far fiorire l’io dell’alunno in rapporto alla realtà, alla cultura e al significato della vita?

La realtà è complessa, come la relazione dell'io col mondo. Tuttavia, proprio perché la relazione educativa comunque non può esaurirsi nello spazio-tempo della lezione in presenza o a distanza che sia, è necessario aprire possibilità di coinvolgimento attivo e multi-prospettico dello studente. In tal senso, gli strumenti digitali possono solo fornire stimoli e punti di ritorno necessari per arricchire e interiorizzare l'esperienza cognitiva.



IV domanda

In questa nuova situazione cosa hai maturato come autocoscienza rispetto a ciò che è essenziale della scuola “tradizionale” e a quel che diventa acquisizione irrinunciabile in seguito all’esperienza della didattica a distanza?

Non possiamo rinunciare alla meglio scuola tradizionale come fondamentale passaggio della tradizione "viva" alle nuove generazioni sempre all'interno di una relazione autentica che vada oltre la semplice consegna, ma che introduca il discente alla ricerca irripetibile e personalissima. A seguito di questa esperienza di insegnamento mediato dal digitale emerge ancor più la coscienza di quanto tutti siamo intimamente connessi e corresponsabili. Diventa irrinunciabile allargare lo spazio del confronto docente-discente al di fuori dell'orario curricolare.



V domanda

Cosa ti ha sorpreso esistenzialmente di questa esperienza?

Vedere attivarsi varie forme di aiuto e sostegno per mantenere la continuità didattica, che non davo per scontato.