Le vostre risposte


Alessandra La Corte

Docente dell'IC Emanuele Filiberto di Savoia, Casorate Primo (PV)


I domanda

Pensi che l’avvento forzato dell’insegnamento a distanza di questo periodo costituisca un’autentica rivoluzione scolastica?

Personalmente sto imparando tanto, nonostante il drammatico periodo che stiamo vivendo; riusciamo a raggiungere i nostri bambini con la didattica a distanza, mantenendo attiva la continuità didattica. Considero l’insegnamento a distanza una modalità alternativa per continuare l’azione didattica, anche se, ovviamente, chi opera nella scuola dell’infanzia, sa che non si potranno mai sostituire le relazioni personali, i contatti con i bambini, le giornate passate con loro (voci, canti, corse, abbracci, ambienti colorati e giocosi…) con la sola tecnologia.


II domanda


Cosa è cambiato ora per te nella relazione docente-studente-disciplina d’insegnamento?

Sono docente di scuola dell’infanzia, attualmente, la relazione docente-studente sta avvenendo attraverso uno schermo e la rete internet. Da una parte sono contenta di potermi mettere in gioco attuando nuove strategie educative-didattiche, cercando di preparare attività adatte per i miei alunni, ma dall’altro mi accorgo che manca il contatto diretto con il soggetto dell’azione educativa.



III domanda


Come riesci in questo contesto a realizzare l’obiettivo fondamentale dell’insegnamento: far fiorire l’io dell’alunno in rapporto alla realtà, alla cultura e al significato della vita?

Ho progettato proposte interessanti che sappiano valorizzare il bambino, partendo proprio da quello che ci è accaduto :“l’arrivo di questo virus che ci ha stravolto la vita!”. In seguito, ho proposto attività legate principalmente al gioco e alla realizzazione di attività creative utilizzando materiali di riciclo. Proposte semplici, adatte all’età dei bambini della mia classe, pensando ai materiali che ognuno può reperire facilmente a casa (materiali di recupero). Inoltre non conosco le condizioni personali delle famiglie, quindi “cerco di entrare nelle case “in punta di piedi”. Proposte semplici ma importanti perché alla base di tutto c’è il rispetto per gli altri e per il nostro pianeta.



IV domanda

In questa nuova situazione cosa hai maturato come autocoscienza rispetto a ciò che è essenziale della scuola “tradizionale” e a quel che diventa acquisizione irrinunciabile in seguito all’esperienza della didattica a distanza?

Penso che la scuola debba veramente cambiare e adattarsi alla nuova tecnologia… se ne parla da tempo, ma ancora tante scuole non hanno i giusti mezzi. In poco tempo la Scuola Italiana si è adattata adoperando la didattica a distanza, con ancora troppe difficoltà per alcune famiglie più disagiate. Come ho detto anche precedentemente, ho imparato a usare applicazioni che prima non sapevo esistessero, mi sono messa in gioco, ed ora sono soddisfatta di questi piccoli traguardi. Forse, se non ci fosse stato il Covid-19, non avrei imparato così tante cose in breve tempo o magari non le avrei messe in atto. In un futuro utilizzerò ciò che ho imparato anche nella quotidianità, proprio come un valore aggiunto!



V domanda

Cosa ti ha sorpreso esistenzialmente di questa esperienza?

Mi ha sorpreso come in poco tempo tutto possa cambiare. Aggiungo che per mia indole, cerco sempre di trovare il lato positivo da qualcosa di negativo e penso che questa pandemia ci abbia portati a risvegliarci e a capire che la scuola non può fermarsi davanti a nulla. La scuola è un servizio fondamentale per i nostri studenti e noi docenti con la passione, la determinazione, la professionalità, abbiamo dimostrato che si possono gestire anche queste situazioni impensabili.



VI domanda

C'è una riflessione o un evento significativo che vuoi condividere con gli amici/lettori di LineaTempo?

Sto vivendo la didattica a distanza sia come genitore, sia come insegnante. Sotto certi aspetti è stato difficile mettere insieme questi ruoli. Ci sono state giornate intense di lavoro che mi hanno impegnata per parecchie ore, quindi dico ciò soltanto per sottolineare il grande impegno che c’è dietro la didattica a distanza. Essa non è “copiare” dal web per poi inviare il tutto agli alunni, ma è un nuovo modo di ripensare la scuola, dove si prevedono momenti di progettazione, di condivisione con le colleghe, di scambio con le famiglie in un momento veramente delicato per tutti.