Le vostre risposte


Giuseppe Landi

Docente di fisica dell'Istituto Tecnico Molinari, Milano


I domanda

Pensi che l’avvento forzato dell’insegnamento a distanza di questo periodo costituisca un’autentica rivoluzione scolastica?

L’aspetto rivoluzionario consiste nel fatto che abbiamo capito tutti (docenti e ragazzi) che, volendo, si può fare scuola anche in questa condizione di isolamento. Anzi, se la lezione è preparata bene, può essere molto efficace perché consente passaggi rapidissimi tra libro di testo, lavagna su cui scrivere liberamente, file preparati in anticipo, contenuti in internet…

Sempre a patto che ci sia una connessione sufficiente, non ci sono alibi né per i docenti né per i ragazzi che vogliano implicarsi.


II domanda


Cosa è cambiato ora per te nella relazione docente-studente-disciplina d’insegnamento?

Siamo stati ricondotti all’essenziale. I ragazzi rivelano a me e a se stessi quanto ci tengono a imparare e ad avere un rapporto stabile con un insegnante, che possa anche regolare l’uso del loro tempo. Da parte mia, capisco che bisogna assolutamente far trasparire la bellezza della materia se voglio tenerli agganciati.

La valutazione è stata presa sul serio: non avendo ormai nessuna conseguenza rischiosa sul fronte della bocciatura, è stata finalmente colta come un’occasione per rendersi conto di quanto era stato assimilato (e finora non si registrano sotterfugi né performance improbabili)



III domanda


Come riesci in questo contesto a realizzare l’obiettivo fondamentale dell’insegnamento: far fiorire l’io dell’alunno in rapporto alla realtà, alla cultura e al significato della vita?

In questo momento siamo tutti nella stessa condizione di reclusione forzata, anche se non tutti godono di un ambiente confortevole e di una compagnia facilitante.

Allora è sufficiente mostrare come mi muovo, come gestisco il tempo, come affronto la situazione cogliendo l’occasione che contiene per essere rispetto ai ragazzi un punto di riferimento, capace forse anche di smuovere loro, la loro fiducia nel presente e nel futuro, la loro creatività. Quel che dico può istruire, come lo dico può educare.

E aumentano i contatti personali attraverso le chat e le mail: alcuni di loro trovano maggior confidenza rispetto a intervenire in classe davanti a tutti.



IV domanda

In questa nuova situazione cosa hai maturato come autocoscienza rispetto a ciò che è essenziale della scuola “tradizionale” e a quel che diventa acquisizione irrinunciabile in seguito all’esperienza della didattica a distanza?

Non sono sicuro di aver capito la domanda. Rispetto alla scuola tradizionale, mi pesa il dover fare lezione seduto e fermo. Ma soprattutto, direi, la mancanza di un reale controllo delle reazioni dell’uditorio, che mi aiutavano a capire il livello di attenzione e comprensione di ciò che spiego. Insomma, nella scuola tradizionale è essenziale il rapporto diretto.

Proprio per rimediare a queste difficoltà, nella didattica a distanza è importante mantenere un costante livello di interattività, proponendo esercizi in diretta e sondando spesso il livello di comprensione e di stanchezza.

Tutto però presuppone un buon livello di conoscenza reciproca: con una prima a settembre sarebbe stato molto faticoso…



V domanda

Cosa ti ha sorpreso esistenzialmente di questa esperienza?

Mi ha colpito il fatto che, mediamente, i ragazzi fossero davvero interessati a portare avanti il lavoro, anche a orari poco comodi. Si è allentato l’aspetto ricattatorio del voto ed emerge sempre meglio l’essenza della scuola: una proposta di accompagnamento nella scoperta della realtà che ci coinvolge tutti insieme.



VI domanda

C'è una riflessione o un evento significativo che vuoi condividere con gli amici/lettori di LineaTempo?

Sono arrivate mail commoventi dai rappresentanti dei genitori di alcune classi, nelle quali, rivolgendosi ai docenti del C.d.C., si diceva, per esempio,

Per i nostri figli siete stati e continuate ad essere dei punti di riferimento importantissimi, oggi più chemai.

Grazie a voi, ai vostri sforzi alla vostra dedizione e alla vostra grinta e tenacia i nostri ragazzi e anche noi genitori riusciamo a riacquistare una quotidianità e serenità, purtroppo per molti cancellata.