Le vostre risposte


Elisabetta Loiero

Docente di lettere delle scuole superiori di secondo grado Schiaparelli Gramsci, ITC e liceo Linguistico, Milano


I domanda

Pensi che l’avvento forzato dell’insegnamento a distanza di questo periodo costituisca un’autentica rivoluzione scolastica?

Sicuramente ci sono, oltre alle tante difficoltà, alcuni vantaggi, quali stimolare competenze diverse, che non siano solo legate all’acquisizione di contenuti, lavorare in modo più nuovo, moderno, multidisciplinare e forse più vicino ai ragazzi, infine si registra un miglioramento del livello relazionale, perché la dimensione umana nel rapporto docente/studente diventa centrale.


II domanda


Cosa è cambiato ora per te nella relazione docente-studente-disciplina d’insegnamento?

Cosa è cambiato ora per te nella relazione docente-studente-disciplina d’insegnamento?

Tantissimo, l’ambito privato diventa pubblico, i docenti sono “visti” nella loro umanità, con la loro famiglia, nel loro ambiente domestico, sono più vulnerabili, ma appaiono più autentici e quindi riescono, nel possibile, ad “arrivare” meglio agli studenti. L’esperienza livella tutti sullo stesso piano, si condividono emozioni, sensazioni, paure. Le discipline sforano i confini, si parla di tutto, tutto viene inglobato nella disciplina e può diventare spunto di discussione, confronto e anche oggetto di valutazione.



III domanda


Come riesci in questo contesto a realizzare l’obiettivo fondamentale dell’insegnamento: far fiorire l’io dell’alunno in rapporto alla realtà, alla cultura e al significato della vita?

Come riesci in questo contesto a realizzare l’obiettivo fondamentale dell’insegnamento: far fiorire l’io dell’alunno in rapporto alla realtà, alla cultura e al significato della vita?

Come già segnalato nella risposta due, ogni esperienza personale o collettiva può diventare oggetto di confronto, colloquio o anche prodotto/elaborato. Un autore del passato può diventare uno spunto per il presente, come ad esempio Manzoni, un articolo di giornale può diventare stimolo per un lavoro di ricerca sulle fake news, solo per citare qualche esempio.



IV domanda

In questa nuova situazione cosa hai maturato come autocoscienza rispetto a ciò che è essenziale della scuola “tradizionale” e a quel che diventa acquisizione irrinunciabile in seguito all’esperienza della didattica a distanza?

Come ho sempre creduto anche all’interno della scuola in presenza, penso che non bisogna “sentire” l’urgenza dello svolgimento dei cosiddetti programmi, ma avere il coraggio di seguire anche altri percorsi, naturalmente questo può essere influenzabile e variare a seconda delle discipline.



V domanda

Cosa ti ha sorpreso esistenzialmente di questa esperienza?

Sono rimasta meravigliata della tempestività che la mia scuola ha dimostrato in questa circostanza, manifestando vicinanza fin da subito e mantenendo contatto fra scuola/famiglia/dirigenza. Di contro, ho notato che ognuno di noi ha esasperato i propri stili di vita e, nel caso specifico, di insegnamento, ossia chi è sempre stato arido con gli studenti ha continuato ad esserlo, chi invece è sempre stato sensibile ha continuato ad esserlo, chi ė stati ossessionato dallo svolgimento del programma, ha riempito gli studenti di compiti/lezioni/approfondimenti senza tener conto di nessuna difficoltà tecnica/oggettiva o personale.