Le vostre risposte


Antonella Morano

Docente di italiano, storia e inglese presso la scuola primaria presso l’IC Emanuele Filiberto di Savoia, Casorate Primo (PV)


I domanda

Pensi che l’avvento forzato dell’insegnamento a distanza di questo periodo costituisca un’autentica rivoluzione scolastica?

Sicuramente costituisce una “rivoluzione temporanea” per la scuola con il pregio di aver “messo in moto” una macchina apparentemente immobile, ancorata ad abitudini statiche. Mi riferisco alla macchina “docenti”. Essi hanno manifestato fantasia e creatività con gli strumenti che si avevano a disposizione, almeno per alcune realtà, ma con l’unico vero attrezzo fondamentale e necessario: la passione!

Sostengo sia una “rivoluzione temporanea” perché forse mai, come in questo periodo, si è apprezzata la “didatta” sul campo, in classe, con di fronte i ragazzi che costituiscono la “benzina” che accende la mente!

Credo che anche i genitori, i più attenti naturalmente, abbiano rivalutato il lavoro degli insegnanti, l’abilità di quell’arte della maieutica che tira fuori. Non è facile, non è scontata, richiede abnegazione e tatto.

Naturalmente, tutto ciò che è conquistato, rimane un successo! Anche la didattica on line, dunque!


II domanda


Cosa è cambiato ora per te nella relazione docente-studente-disciplina d’insegnamento?

Riferendomi alla mia esperienza, è venuto meno il contatto con i ragazzi, la relazione! L’insegnamento è una relazione che ha il potere di innescare uno “stile” attraverso il quale passano i saperi e le conoscenze. Con la DAD si trasmettono dei dati! Nonostante io sia sempre io, nonostante i miei studenti riconoscano i miei caratteri, le mie inflessioni, le mie battute, non si sortisce lo stesso effetto. Ricordo Socrate che camminava con i suoi studenti…..! Ecco per trasmettere conoscenze e “formare” la persona, occorre “camminare” insieme!



III domanda


Come riesci in questo contesto a realizzare l’obiettivo fondamentale dell’insegnamento: far fiorire l’io dell’alunno in rapporto alla realtà, alla cultura e al significato della vita?

Non mi pongo particolari strategie! Esprimo me stessa! Di fronte all’attuale situazione d’emergenza, è naturale per me riflettere, cercare di leggere e interpretare i segni del tempo, cercare di trovare un senso! Tutto questo “meditare” interiore si manifesta anche mentre spiego “grammatica” o storia, perché punto sull’obiettivo principale: imparare a discernere per scegliere ciò che rappresenta il bene per la persona! Desidero che i miei alunni studini, comprendano, per crescere e decidere responsabilmente! Le discipline di insegnamento sono i nostri “ferri del mestiere”! Vanno fatte amare! L’Italiano si deve amare! E’ la nostra lingua, la nostra storia! Così tutte le discipline, ciascuna con le proprie caratteristiche!



IV domanda

In questa nuova situazione cosa hai maturato come autocoscienza rispetto a ciò che è essenziale della scuola “tradizionale” e a quel che diventa acquisizione irrinunciabile in seguito all’esperienza della didattica a distanza?

Da un lato, forse un certo senso pratico e sintetico che è utile allo scopo, ma fa perdere un po’ di poesia, dall’altro mi sono resa conto che le regole di base apprese negli anni degli studi per “Imparare”, per superare gli esami, per apprezzare ed essere autonoma, sono quelle che, ancora una volta, mi hanno consentito di “uscire da me stessa” per rientrarci in modo consapevole. Ciò a sostenere che la formazione della persona contiene in sé gli strumenti per affrontare ogni novità ovvero avversità!



V domanda

Cosa ti ha sorpreso esistenzialmente di questa esperienza?

Più che sorpreso, ho avuto la conferma di certe verità: il mio senso di giovinezza, il mio senso di libertà e l’amore per il mio lavoro, che rimane sempre il più indipendente e il più creativo, mi hanno sostenuto e mi continuano a tenere in piedi. Inoltre devo riconoscere una grande solidarietà con i colleghi. Quindi la scuola è solidarietà, è comunità, è senso di appartenenza. E su ciò non c’è DAD che tenga!



VI domanda

C'è una riflessione o un evento significativo che vuoi condividere con gli amici/lettori di LineaTempo?

Una soddisfazione grande è stato sentire, da parte dei miei alunni, quelli solitamente un po’ “più inquieti”, che a loro manca la scuola vera! Manca quella relazione a cui accennavo sopra e manca la “quotidianità”! Quella routine, tanto denigrata prima, ora è amata e desiderata perché segna il ritmo del respiro, della vita!