Le vostre risposte


Antonio Ricciardi

Docente di storia dell'arte all'IIS De Nicola, Sesto San Giovanni (MI)


I domanda

Pensi che l’avvento forzato dell’insegnamento a distanza di questo periodo costituisca un’autentica rivoluzione scolastica?

No perchè trovo che questa modalità impoverisca la trasmissione degli argomenti disciplinari allungando notevolmente i tempi alla pura didattica.


II domanda


Cosa è cambiato ora per te nella relazione docente-studente-disciplina d’insegnamento?

La relazione si è "irrigidita" perchè non si può avere un ritorno immediato da parte dello studente, pertanto si lascia "l'aula digitale" sempre con una certa perplessità sulla reale ricezione dei contenuti.



III domanda


Come riesci in questo contesto a realizzare l’obiettivo fondamentale dell’insegnamento: far fiorire l’io dell’alunno in rapporto alla realtà, alla cultura e al significato della vita?

Nella video lezione inserisco quasi sempre la raccomandazione a cogliere l'occasione di creatività che il momento straordinario può rappresentare ma per la mancanza di immediatezza comunicativa non si riceve un ritorno convincente o critico. E' molto facile da parte dello studente soccombere alla tentazione di nascondersi dietro l'obiettivo della webcam. La riuscita quindi mi pare molto limitata.



IV domanda

In questa nuova situazione cosa hai maturato come autocoscienza rispetto a ciò che è essenziale della scuola “tradizionale” e a quel che diventa acquisizione irrinunciabile in seguito all’esperienza della didattica a distanza?

È essenziale la possibilità di dialogare anche con gli sguardi e la possibilità di una ripresa personale diretta a tu per tu con lo studente.



V domanda

Cosa ti ha sorpreso esistenzialmente di questa esperienza?

La novità è quella di percepire un certo smarrimento e diffidenza da parte dello studente come se si venisse a trovare in un ambito sconosciuto in cui non ci si sente libero di esprimere la propria personalità. Il gruppo classe rafforza la posizione del singolo.