Le vostre risposte


Bruno Scacchetti

Dirigente scolastico degli I.C. Einstein e I.C. Ligabue, Reggio Emilia


I domanda

Pensi che l’avvento forzato dell’insegnamento a distanza di questo periodo costituisca un’autentica rivoluzione scolastica?

Una vera e propria rivoluzione no. È innanzitutto un grosso cambiamento nello stile comunicativo, per cui ha una grande incidenza nelle relazioni. Pone in evidenza pertanto che la scuola non è solo trasmissioni di informazioni ma anche necessità di relazioni sociali, senza le quali l’apprendimento non ha la stessa efficacia.


II domanda


Cosa è cambiato ora per te nel “clima di scuola” e nella relazione con i docenti, gli studenti e i genitori?

Sono stato costretto a lavorare prioritariamente con i docenti, riscoprendo e valorizzando la funzione della docenza all’interno della scuola. Il clima di lavoro è pertanto cambiato portando tutti ad una maggiore collaborazione e ad un confronto più costruttivo. Alcuni di coloro che avevano la presunzione di poter possedere i rapporti con gli studenti sono andati più in crisi, rendendo meno efficace l’insegnamento a distanza. A conferma di ciò ho visto che durante le videolezioni di questi docenti più facilmente gli studenti oscuravano la telecamera e comunicavano tra loro.



III domanda


Come riesci in questo contesto a realizzare l’obiettivo fondamentale della scuola: far fiorire l’io dei docenti e degli alunni in rapporto alla realtà, alla cultura e al significato della vita?

La finalità dichiarata dei miei istituti comprensivi è la crescita culturale e sociale della persona dello studente. L’obiettivo condiviso della didattica a distanza è accompagnare lo studente in questo periodo di isolamento fisico nel dichiarato percorso di crescita. L’incidenza di questo periodo sullo sviluppo della personalità può risultare notevole. Per questo l’aiuto più grande che possiamo darci noi adulti, compresi i genitori, è approfondire e prendere sul serio le domande esistenziali che ora emergono. Bisogna innanzitutto prendere sul serio il proprio io e le circostanze che accadono, altrimenti ai nostri giovani non si comunica o testimonia niente.



IV domanda

In questa nuova situazione cosa hai maturato come autocoscienza rispetto a ciò che è essenziale della scuola “tradizionale” e a quel che diventa acquisizione irrinunciabile in seguito all’esperienza della didattica a distanza?

Questo periodo ci aiuta a riscoprire ciò che è essenziale, mettendo in secondo piano le problematiche e i lamenti ordinari. Siamo aiutati a comprendere come l’apprendimento non passa tanto attraverso la trasmissione di contenuti. Le mie scuole dell’infanzia hanno ad esempio comunicato l’importanza del rapporto con i genitori in questa fase, evidenziando che l’apprendimento efficace ha una dimensione più ampia dell’esclusivo rapporto docente-studente.



V domanda

Cosa ti ha sorpreso esistenzialmente di questa esperienza?

Il grande bisogno che accomuna tutti, adulti e studenti, me compreso, di essere accompagnati nel percorso di crescita. È necessario, perché questo avvenga, incontrare uomini veri, che non fuggano o si demoralizzino di fronte alle circostanze, anche quelle più pesanti.



VI domanda

C'è una riflessione o un evento significativo che vuoi condividere con gli amici/lettori di LineaTempo?

Gli incontri collegiali sono diventati più costruttivi di prima, oltre che più agili.