Il sottoscritto, che ha poco a che fare con il mestiere dello storico, ha avuto la possibilità e la fortuna di visitare i luoghi in cui l'Italia combattè la prima e la seconda guerra mondiale e solo attraverso ciò che ha visto è rimasto davvero nauseato dalle atrocità compiute dai tedeschi nei lager; ha assaporato, per la prima volta veramente, lo spirito patriottico visitando il sacrario di Redipuglia ed infine con triste scoperta ha desunto che quanto studiato sui libri è qualcosa di tremendamente superficiale e insufficiente.
Quanto sangue, quanti morti e quanti monumenti sono stati eretti come monito alle guerre, ma chi non vive i luoghi in cui la storia si è consumata, non capirà mai il vero valore di questa statua o di quel sasso che per altri invece può significare tantissimo…
I ragazzi non si interessano più al passato, alla storia e soprattutto non si accorgono che hanno l'immensa fortuna di poter ancora parlare con gente che la storia l'hanno vissuta per davvero ! E quale errore commettono!
La memoria (familiare e collettiva) è uno dei veicoli fondamentali per conoscere il passato, perché in nessun testo si possono raccontare le vicende dei singoli uomini. Storici e scrittori badano a descrivere la complicata trama di un arazzo, ma non possono soffermarsi a descrivere ogni filo che lo compone.