Festa della storia - 13 ottobre
Sono solo due ragazzi, con i visi coperti, i tratti fissati dalle maschere in espressioni vuote, senza sentimento, quasi senza vita. Sono solo due ragazzi, una luce, un po' di musica. E inizia lo spettacolo. Un mimo semplice, la storia lineare di due ragazzi che fanno parte di due tribù nemiche, che si odiano, ma non sanno perché, che prima si respingono, poi si conoscono, infine si vogliono bene, che hanno il coraggio di togliersi la maschera e di far sapere all'altro come sono in realtà. Storia semplice, sì, ma bisogna considerare che il solo movimento con cui è possibile comunicare è il corpo, una volta venuta meno, inghiottita dalla patina bianca della maschera, la mimica facciale. Per questo, per quanto sia in grado di comunicare con così pochi mezzi, il piccolo spettacolo, l'embrione di Bereshit, prima stupisce, poi colpisce al cuore, muove qualcosa di imprecisato tra il torace e lo stomaco, sale alle guance, agli occhi: la gente piange. Dice Angelica che questi ultimi tre anni di Intifada sono stati veramente difficili.”Immaginate tutti i giorni una bomba alla stazione di Bologna, tutti i giorni una strage di piazza Fontana, tutti i giorni un 11 settembre…è veramente difficile…e allora bisogna muoversi e far vedere a tutti cosa c'è di bello oltre questo”. |
Per questo lei e i suoi ragazzi continuano a ripetere lo spettacolo in tutto lo stato d'Israele, anche nei piccoli villaggi, davanti ad un pubblico che è eterogeneo quanto lo sono gli attori. Un pubblico che si emoziona sempre senza distinzioni di sorta, che è magari lontano per cultura, ma si riunisce nel coinvolgimento di quell'istante magico in cui i ragazzi si tolgono, tutti insieme, la maschera. Per questo lo spettacolo è stato portato anche in Europa, e per questo Angelica partecipa alle conferenze e parla alle persone, scrive e collabora con i giornali, senza mai smettere di portare con sé la sua bandiera della pace in carne ed ossa, i suoi ragazzi dell'arcobaleno, quei giovani che definisce “un popolo bellissimo che riconosce immediatamente la verità”. Sorride ancora, sorride persino di più mentre parla di loro. A vivere insieme da due anni c'è una miriade di episodi da raccontare,una serie infinita di piccoli cambiamenti, che fanno capire che forse qualcosa sta cambiando davvero, una quantità illimitata di situazioni di vita vissuta insieme, una catena interminabile di parole, dialoghi, confessioni, sogni e naturalmente progetti. Episodi che si snodano veloci nell'aria, ma che raccontano tutti qualcosa e che insieme vanno a comporre la storia, che scivolano sul tempo troppo breve e quasi sfuggente della conferenza come piccole perle bianche; bianche come i denti di Angelica, che ancora per un momento si scoprono mentre si inchina al pubblico, lo saluta e sparisce dietro le quinte, sorridendo. |