Festa della storia - 13 ottobre

 

Il passato diviene presente: storia e luoghi ebraici di Bologna - L'incontro del Liceo "Fermi" con la città
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Anche l'applicazione delle leggi razziali del 1938 fa parte della storia di questa città, aspetto nefasto ed oscuro, da non dimenticare e da comprendere nei suoi tragici effetti. Un periodo della storia che gli studenti del Liceo Fermi hanno analizzato ed approfondito utilizzando gli strumenti e la metodologia propria della ricerca storica, scovando negli archivi i documenti resi oggi accessibili al pubblico degli studiosi. I risultati di questo importante lavoro sono stati riproposti, dopo il Convegno di Aprile (“Stranieri in patria”) all'interno della Festa della Storia, arricchiti grazie all'importante contributo della Comunità ebraica di Bologna. Daniel Fishman è intervenuto sul tema “Una risposta ebraica alle leggi: l'organizzazione delle scuole”, le scuole istituite presso le comunità ebraiche in seguito al divieto per i bambini di “razza ebraica” di frequentare le scuole pubbliche.
Ma il momento più significativo è stato rappresentato dalla testimonianza di Emilio Cividali, nipote di Aldo Cividali, ebreo bolognese morto ad Auschwitz. L'interesse di questa testimonianza è stato duplice. Egli infatti ha descritto come le leggi razziali e la persecuzione antiebraica hanno colpito la sua famiglia, fornendo elementi indispensabili alla completa ricostruzione della storia personale di Aldo Cividali, di cui esiste il fascicolo nominativo tra quelli conservati nell'archivio Amministrazione Beni Ebraici della Prefettura di Bologna. I dati ricavati da questi documenti e relativi ai beni confiscati sono assolutamente insufficienti e non consentono la ricostruzione della storia personale di questo che fu un apprezzato e noto medico bolognese.
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Anche i riferimenti contenuti in un diario di un altro ebreo bolognese, il diario di Lopez Pegna, insegnante di storia e filosofia presso la scuola ebraica di Bologna, si sono rivelati insufficienti. Ecco che allora interviene la testimonianza familiare diretta, che colma le lacune e fornisce il filo interpretativo indispensabile. Ma c'è anche un altro, e non meno importante, motivo di interesse, che risiede nel fatto che questa storia ci è giunta da un nipote, figlio dell'unico superstite della famiglia di Aldo, sopravvissuto perché, al momento dell'arresto del padre, della madre e del fratello, risiedeva in Svizzera per motivi di studio. Un nipote, Emilio, che ha raccolto la memoria della sua famiglia, per custodirla e continuare a trasmetterla.

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