Esperienze didattiche

 

La neve rendeva il paesaggio più desolato, più vuoto, un vuoto che si era creato dentro di me


“Il mio animo quella mattina si era trovato di fronte a qualcosa di inverosimile, non potevo credere a ciò che vedevo, e a ciò che mi si diceva. Dopo pranzo siamo partiti per Birkenau; qui come ad Auschwitz c’era un grande silenzio e mi si apriva di fronte una enorme distesa, dove, sia a destra che a sinistra della ferrovia, ho potuto notare enormi baracche che creavano in me una sensazione di terrore. Le condizioni di vita pessime a cui erano costretti a vivere le persone nel campo, mi ha portato a riflettere, e mentre camminavo ai lati della ferrovia insieme ai miei compagni, mi sono chiesto il perché di tutto questo odio, e perché non si siano ribellati! (…) L’unica cosa che potevano fare era stringere i denti, e andare avanti, facendosi forza gli uni con gli altri e sperare di salvarsi. Questa esperienza mi ha segnato, colpendomi molto: ho visto l’odio delle persone umane e cosa le ha portate a fare. La neve quel giorno rendeva il paesaggio più desolato, più vuoto. Un vuoto che si era creato anche dentro di me; non riuscivo a credere e ad immaginare le sofferenze a cui ogni giorno erano sottoposte milioni di persone. Sinceramente penso che questa esperienza mi sia servita molto, sia come completamento del lavoro da noi svolto quest’ anno, ma soprattutto come esperienza di vita, poiché le testimonianze dirette di questi luoghi parlano da sole.”

Matteo Bollini


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