Categoria: Luci nell’ombra

Testimonianze e ipotesi di lavoro culturale

L’altra faccia della guerra. Una storica russa: “Come abbiamo potuto?”

Elena Beljakova è russa. Docente all’Università statale di Mosca e membro dell’Istituto di Storia russa dell’Accademia delle scienze, a tre mesi dall’invasione russa dell’Ucraina racconta in una lunga intervista i mutamenti nella società russa prima e dopo il 24 febbraio 2022: la progressiva restrizione delle libertà, la commistione tra fede e politica, l’angoscia delle madri russe che non sanno nulla del destino dei loro figli e il grido di chi non smette di ripetere che la guerra è una «sciagura per tutti».

Elena Beljakova, Come abbiamo potuto? Un grido dalla Russia, in “La Nuova Europa”, 27 maggio 2022.

La guerra nella guerra

Un’insegnante della scuola Regina Mundi di Milano racconta la storia di un’accoglienza creativa di una piccola bambina speciale, fuggita dall’Ucraina con la sua famiglia. Un confronto fecondo con lo sforzo di riforma del sistema scolastico nella direzione di una maggiore inclusione dei bambini fragili e svantaggiati.

Bimbi speciali in un vortice che fa perdere di vista tutti i punti di riferimento. Sono un’insegnante di sostegno nella scuola primaria, lavoro con un bimbo autistico di 6 anni e tutte le mattine da quando è scoppiata la guerra, entrando in classe penso alla vita oggi in Ucraina…rifugi improvvisati, metropolitane come case, sirene all’ordine del giorno, affollamenti, fretta, paura, angoscia. Vedendo entrare in aula il mio alunno così fragile nel suo rapporto con la realtà, una domanda mi esplode nel cuore ” Come potrebbe resistere lui, con la sua particolare sensibilità in una situazione del genere?”. Una guerra nella guerra. Tormentata da questo grido ho proposto ad alcuni amici di provare a metterci a disposizione in questa emergenza, con le nostre, se pur limitate risorse. La risposta è stata incredibile.  Nel giro di una settimana abbiamo allestito una sala messa a disposizione dai frati della mia parrocchia a Milano, per una prima accoglienza. Nello stesso tempo una cinquantina di persone si è messa a disposizione per eventuali bisogni che sarebbe emersi. Una gratuità assoluta e senza la preoccupazione di un esito. Abbiamo atteso alcune settimane fino a che è arrivata una telefonata. Alcuni amici stavano ospitando una famiglia arrivata dall’Ucraina, nonna, mamma, …e una bimba di 7 anni, autistica. Non serviva un luogo per farle dormire…serviva una compagnia. E così ci siamo trovati ad accompagnare questa famiglia. Abbiamo richiesto l’inserimento, per due ore al giorno, della bimba nella scuola paritaria dove lavoro, cosa che è stata possibile anche grazie al supporto di una volontaria che viene tutti i giorni a supportare le maestre. Intanto la mamma di Liza, che è il nome della nostra piccola, studia italiano in parrocchia con delle signore che fanno dei turni per coprire tutte le mattine. Un altro gruppo di amici si è reso disponibile per preparare i pranzi che vengono consumati insieme. Poi si aspetta Liza per accompagnarla nel resto della giornata. La sera poi mamma e figlia riprendono il treno che le riporta a Monza città in cui altri amici sono riusciti a mettere a disposizione un appartamento per loro. I miei bambini a scuola hanno accolto Liza come una regina e questo è ancora più commovente se si prende atto che in Ucraina non esiste ancora nella scuola primaria, che ha la durata di 4 anni, il concetto di inclusione e l’attenzione ai bisogni particolari degli alunni. Esistono le scuole speciali in cui vengono inseriti tutti gli alunni con le più diverse problematiche.

Il processo di riforma scolastica iniziato nel settembre 2017 vuole rinnovare e migliorare questa situazione, come si può vedere dalle note seguenti relative alla riforma  ancora in via di attuazione, per diffondere  una cultura accogliente di tutte le diversità. Negli ultimi cinque anni, il numero di studenti con bisogni educativi speciali che frequentano classi inclusive degli istituti di formazione professionale è aumentato di 7,1 volte; in quattro anni – un aumento di 5 volte il numero di classi inclusive e 3,7 volte il numero di scuole in cui sono organizzate tali classi; nell’anno accademico 2019/2020 l’istruzione inclusiva ha avuto luogo nel 35% degli istituti di istruzione secondaria generale. È stata costituita una rete di 610 centri di risorse inclusivi e 25 centri di risorse per sostenere l’istruzione inclusiva in tutte le regioni dell’Ucraina. La riforma vuole inoltre garantire, anche per le scuole primarie l’accesso all’istruzione per i bambini con bisogni educativi speciali.

Mi commuovo quando vedo e penso a questa mamma combattuta tra il desiderio di tornare a casa sua a Kiev e il desiderio di rimanere in Italia per far continuare a sua figlia un’esperienza scolastica completamente nuova ed entusiasmante, come sta vedendo accadere ora nella mia classe. Realmente la guerra ha fatto emergere più prepotentemente “una guerra nella guerra” che alcuni, come i nostri bambini speciali, sono costretti a combattere anche in tempo di pace. Desideriamo fare la nostra parte.  Abbiamo anche una grande domanda a Dio perché continui a rispondere e a costellare la strada di segni che aiutino le nostre mosse, le scelte, la costruzione di esperienze nuove e impensabili. Infine, ripartendo ancora dai bambini, ho visto la speranza nella la semplicità di una mia alunna che è andata a casa, ha preso la sua bambola di Masha (“Masha e orso” è un cartone animato russo!), l’ha fatta lavare e disinfettare dalla sua mamma dicendo: “Voglio portarla domani a scuola per regalarla a Liza”. La mattina dopo Liza stava girando senza sosta nell’auletta dove lavora. La mia alunna ha cercato di intercettarla per consegnarle il regalo senza successo…alla fine sono intervenuta io dicendo: “Facciamo così, mettiamola vicino alla finestra come una piccola vedetta. Liza può vederla ogni volta che entra”. Non scorderà mai la semplicità di quella bambina che posizionava, come fosse un’amica accogliente, la sua bambola di pezza con un sorriso così puro e libero, dicendo: “Guarda Liza, è per te”. Sì, basta un sì!

Elena Piantoni, Coordinatrice didattica attività di sostegno Scuola Regina Mundi, Milano

L’odissea di Anastasia nell’Ucraina in fiamme

Solo confidando nel cuore degli occupanti, da Zaporizhzhia sulla linea del fronte una giovane ucraina attraversa le linee russe e recupera i genitori nell’inferno di una Mariupol distrutta e assediata.

Leone Grotti, Il viaggio di Anastasia «nell’apocalisse di Mariupol» per salvare i genitori, “Tempi”, 25 aprile 2022

Famiglie per l’Accoglienza, un cammino per ricostruire la pace nei cuori

Dall’accoglienza estiva dei bambini sfollati del Donbass fino all’emergenza attuale, storie di persone che in sette anni hanno scommesso sull’accoglienza come amicizia tra famiglie, ben al di là “di un tetto e di un letto “.

Caterina Giojelli, La famiglia è il vero centro di accoglienza dell’umanità ferita, “Tempi”, 25 aprile 2022

Dall’accoglienza un esempio di pace

Un sacerdote racconta inaspettati piccoli miracoli dell’accoglienza. Come la speranza abita in una professoressa di Kharkiv, che ancora a marzo teneva le sue lezioni online, o in un musicista russo, che ha deciso di suonare per i profughi ucraini. Un sacerdote racconta inaspettati miracoli dell’accoglienza.

Edoardo Canetta, PROFUGHI UCRAINI/ Una prof, alcuni ragazzi e un pianista russo: così la vita continua

Segnali di dissenso nella Chiesa ortodossa russa

Esistono nella Chiesa russa voci libere che infondono speranza. “Il libro di Václav Havel, Il potere dei senza potere, mostra come persone che parrebbero prive di possibilità d’azione siano invece in grado di esercitare un influsso sulla società totalitaria”. Un’intervista a padre Andrej, segretario della diocesi di Spagna e Portogallo del Patriarcato di Mosca.

Andrej Kordočkin, Strategicamente la guerra è già persa

Papa Francesco: “La guerra non è ineluttabile”

Articolo in evidenza

“Chi poteva immaginare che (…) lo spettro di una guerra nucleare si sarebbe affacciato in Europa? (…) Pezzo dopo pezzo il mondo rischia di diventare il teatro di un’unica Terza guerra mondiale (…) Invece dobbiamo ripetere con forza: no, non è ineluttabile!”. Il libro di papa Francesco su pace e guerra.

Papa Francesco, Contro la guerra. Il coraggio di costruire la pace

Russia: un dissenso nel nome della “Rosa Bianca”

“Resistenza femminista contro la guerra”: è una rete di ragazze coraggiose che organizzano improvvise proteste con le rose bianche e si dileguano, scrivono messaggi pacifisti sulle loro borse e sulle banconote, lasciano messaggi adesivi sugli scaffali dei negozi…

Vincenzo Passerini, Ragazze russe contro la guerra nel nome della Rosa Bianca, “L’Adige”, 12 aprile 2022

Dalla Russia, una testimonianza di libertà

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Elena Rusakova racconta sulla Rivista “La Nuova Europa” una commovente manifestazione di dissenso esploso tra la gente della metropolitana della sua città. Se dei testimoni si pongono con libertà, può accadere che il cuore delle persone risponda.

(Elena Rusakova, Lettere dalla Russia / 2, “La Nuova Europa”).

Lettere dalla Russia / 2 / Non possiamo fare più niente… Vieni Signore – La Nuova Europa

Dall’odio al perdono

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Una giovane insegnante ucraina testimonia il suo mutamento di sguardo: dall’odio generato dai bombardamenti fino a scoprire i russi come fratelli di un comune destino di sofferenza: “Quand’ero a Cracovia sono andata ad Auschwitz, perché mi sembra che il periodo del GuLag e dei lager nazisti sia stato il momento più disumano, e al tempo stesso più umano della storia. E quando mi sono trovata lì ad Auschwitz, ho provato un grande dolore, ho pensato che anche in Russia muoiono bambini, persone, e ho scorto il legame storico tra tutte queste cose”.

(Kristina Ursuljak, Voci dall’Ucraina. Se odio, perdo la guerra, La nuova Europa, 20 Marzo 2022)

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