Cercare la polvere, cercare l’umano: il poeta Angelo Santangelo
In un certo senso si potrebbe dire che la polvere è l’unità di misura dell’umanità. Forte del magistero di Qohelet, il rito cristiano delle Ceneri ce lo ricorda annualmente in preparazione a quel tempo forte che è l’attesa dell’Evento cristologico. La Storia umana come fatto di polvere: narrazione che vede la polvere come suo soggetto e oggetto, dunque. L’indagine di Angelo Santangelo in Geografie della polvere muove da questo presupposto e sembra mirare proprio a una mappatura immane del passaggio terrestre, transitorio per antonomasia, dalla prima apparizione di carne al disfacimento molecolare («tutte / tutti e non ritorneranno più»), senza però perdere il senso generale di un orizzonte la cui profondità è dettata dalla fede, «come se oltre / ci fosse ancora una speranza: un uomo / che cammini folle immemore sull’acqua». La poesia di Santangelo, che procede per agglutinazioni di immagini e senso secondo lo stilema barocco dell’amato maestro Angelo Scandurra, si presenta nel segno del «richiamo bestiale / del corpo che vuole sobbalzare dalla sedia / ma non può», ovvero di una impossibilità a rispondere alle ragioni vitali se non per mezzo di un «sonno della ragione che non genera cerberi / draghi, ma astri e ancora astri su cui poggiare / teste dinoccolanti». La «frattura» e la conseguente fatica della ricomposizione dentro un ordine esente da conflitti emergono – e non a caso – come la cifra di Geografie della polvere; è uno «iato di poeta» che separa il dire dalla realtà. «Raccogliere e misurare la polvere / che lascia lo sparo radiale / nell’innocenza calibrata di un volto» è quanto resta da fare a Santangelo, cesellatore di tensioni trattenute: fustigatore delle miserie umane («È suddito l’uomo») e al tempo stesso cantore di improvvisi “sortilegi”, come «un sorriso a davanzale / su cui si poggia un mare / sconfinato di donna»; il tutto senza che la parola ceda di un granello alla polvere.
(Pietro Russo)
Angelo Santangelo, Geografie della polvere, prefazione di Raffaele Gueli, Milano, La Vita Felice, 2025, pp. 88, € 12,35.

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