Mese: Febbraio 2026

Corso: Nuove prospettive per comprendere e insegnare l’Età Moderna

Gentile Amica/o della Storia,

ti segnaliamo il prossimo corso di Storia di DIESSE a partire dall’interesse che hai confermato nel sondaggio lo scorso anno.

NUOVE PROSPETTIVE PER COMPRENDERE E INSEGNARE L’ETÀ MODERNA

«La storia della nostra civiltà non può consistere in un’unica linea di sviluppo, che porta fino a un culmine moderno a cui possiamo guardare con ammirazione, ma che poi si rivela inevitabilmente limitato nei suoi effetti e temporaneo come esito.
Ciò con cui dobbiamo ora confrontarci presenta una molto più grande varietà e ben più pronunciate sfumature».
Paul Oskar Kristeller

Destinatari: docenti di scuola secondaria di I e di II grado.
Il corso è pensato per approfondire la conoscenza della complessità della storia moderna europea ed occidentale e per favorire l’innovazione didattica sul tema. Per comprendere meglio le novità storiografiche, specialmente sul periodo della prima età moderna, e per sviluppare percorsi didattici possibili sul periodo, il corso di formazione integra l’apporto di studiosi accademici con il sapere esperto di docenti impegnati sul campo nella didattica. Questa prospettiva viene adottata per rispondere meglio alle esigenze dei corsisti, docenti in attività nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, che attendono indicazioni per un approfondimento culturale su alcuni nodi fondamentali della storia moderna e spunti di metodologia didattica e di programmazione.

Qui tutte le informazioni:
https://www.diesse.org/corsi

Iscrizioni dal 11 al 26 febbraio 2026
sul sito www.diesse.org, all’indirizzo
http://bit.ly/diesse-iscrizioni

70 € per docenti non soci di Diesse
50 € per docenti soci di Diesse 2026

Mappe #28

Cercare la polvere, cercare l’umano: il poeta Angelo Santangelo

In un certo senso si potrebbe dire che la polvere è l’unità di misura dell’umanità. Forte del magistero di Qohelet, il rito cristiano delle Ceneri ce lo ricorda annualmente in preparazione a quel tempo forte che è l’attesa dell’Evento cristologico. La Storia umana come fatto di polvere: narrazione che vede la polvere come suo soggetto e oggetto, dunque. L’indagine di Angelo Santangelo in Geografie della polvere muove da questo presupposto e sembra mirare proprio a una mappatura immane del passaggio terrestre, transitorio per antonomasia, dalla prima apparizione di carne al disfacimento molecolare («tutte / tutti e non ritorneranno più»), senza però perdere il senso generale di un orizzonte la cui profondità è dettata dalla fede, «come se oltre / ci fosse ancora una speranza: un uomo / che cammini folle immemore sull’acqua». La poesia di Santangelo, che procede per agglutinazioni di immagini e senso secondo lo stilema barocco dell’amato maestro Angelo Scandurra, si presenta nel segno del «richiamo bestiale / del corpo che vuole sobbalzare dalla sedia / ma non può», ovvero di una impossibilità a rispondere alle ragioni vitali se non per mezzo di un «sonno della ragione che non genera cerberi / draghi, ma astri e ancora astri su cui poggiare / teste dinoccolanti». La «frattura» e la conseguente fatica della ricomposizione dentro un ordine esente da conflitti emergono – e non a caso – come la cifra di Geografie della polvere; è uno «iato di poeta» che separa il dire dalla realtà. «Raccogliere e misurare la polvere / che lascia lo sparo radiale / nell’innocenza calibrata di un volto» è quanto resta da fare a Santangelo, cesellatore di tensioni trattenute: fustigatore delle miserie umane («È suddito l’uomo») e al tempo stesso cantore di improvvisi “sortilegi”, come «un sorriso a davanzale / su cui si poggia un mare / sconfinato di donna»; il tutto senza che la parola ceda di un granello alla polvere.

(Pietro Russo)

Angelo Santangelo, Geografie della polvere, prefazione di Raffaele Gueli, Milano, La Vita Felice, 2025, pp. 88, € 12,35.

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